Lettera d'amore a Cristina D'Avena

Gentile Cristina D’Avena,
non ho mai provato un sentimento così intenso come quello che provo per lei. E’ più dell’innamoramento. E’ turbamento più amore più infatuazione più tutto. Anzi, è tutto.
Ho 62 anni; colleziono tutte le magliette di volley femminile di tutte le squadre del pianeta. Ne ho circa 15.000. La più preziosa è la divisa da trasferta (detta anche seconda maglia) della Torpedo Anversa del 1956. Nel mondo esiste solo la mia, le altre sono andate perse.
Ieri non sapevo cosa fare e sono andato ai giardini Indro Montanelli a Milano. Qui infatti per tutto il mese d’agosto c’è la psicologa gratis. E’ dentro un furgone. Sono entrato per un consulto. Le ho detto che sono innamorato di te e che collezioni maglie, soldatini, figurine e armi giocattolo (quelle con il tappo rosso) che a volte uso senza tappo rosso per guadagnare qualcosina con la delinquenza minorile organizzata.
La dottoressa mi ha detto che ho problemi seri, soprattutto per via delle figurine Panini, per il resto invece è tutto nella norma tanto che non ha scritto niente nel taccuino che aveva davanti. Dispiace dirlo ma le vere psicologhe, anche quelle gratis, segnano sempre quello che non va sul taccuino che hanno davanti. Lei ha detto che ho delle turbe amorose. Ha ragione. Ha aggiunto che iniziava a provare qualcosa per me. Ma io sono stato inflessibile, anche perché io amo già un’altra. Le ho risposto che io sono innamorato di te, che non ho mai provato niente di paragonabile a ciò. Lei si è offesa e gentilmente mi ha fatto scendere dal camper furgone. A quel punto offeso sono andato in comune con i servizi sociali.
Io: “Basta sprecare soldi pubblici per far lavorare dei laureati che non trovano lavoro ma che vogliono a tutti i costi fare del loro hobby il proprio lavoro”.
Cristina, amore, vediamoci oggi al parco Montanelli a Milano. Così anche quella brutta psicologa mi vede che non penso solo alle figurine Panini ma sono felicemente fidanzato. Un uomo maturo e responsabile, dolce ed equilibrato e un buon amministratore sia dei propri sentimenti che delle sue cose.
Ti amo,
tuo Carlo
tuo Carlo
Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.
